A 86 anni, l’attore affronta il ruolo scegliendo di restituire l’uomo prima ancora dell’icona.

Nel film La Salita, Mariano Rigillo dà corpo a un Eduardo De Filippo intenso, misurato, profondamente legato a una visione del teatro che supera il palcoscenico. A 86 anni, l’attore affronta il ruolo con rispetto, scegliendo di restituire l’uomo prima ancora dell’icona.

Un Eduardo senatore a vita, nella Napoli del 1983, che decide di entrare nel carcere minorile di Nisida per fondare una scuola di scenotecnica e recitazione. Un gesto che racconta il teatro come pratica educativa, come possibilità reale di cambiamento.

Rigillo ha sentito da subito una forte adesione a questo personaggio. Quando Francesco Siciliano e Marita D’Elia gli parlarono del progetto, la risposta arrivò senza esitazioni. Quel ruolo gli apparteneva. L’incontro con Massimiliano Gallo, al debutto alla regia, ha dato forma a un lavoro condiviso, fondato sull’ascolto e su una comune idea di cinema come racconto civile.

“Quando mi parlarono del film dissi subito che questo ruolo lo avrei fatto io”

Il teatro, quando entra nella vita delle persone nel modo giusto, lascia segni duraturi.

Questa idea attraversa tutta la carriera di Mariano Rigillo. Diplomato all’Accademia d’arte drammatica Silvio d’Amico, allievo di Orazio Costa e Sergio Tofano, ha costruito un cammino coerente tra teatro, cinema e televisione. Dai classici ai contemporanei, da Shakespeare a Pirandello, da Brecht a Patroni Griffi, ha sempre scelto testi e ruoli capaci di interrogare il presente. Anche nel cinema e nella serialità televisiva ha mantenuto uno stile sobrio, riconoscibile, mai compiacente.

Il film arriverà nelle sale il 9 aprile 2026. Al centro resta la prova di Mariano Rigillo e il suo Eduardo. Un incontro tra teatro e responsabilità, tra arte e vita, che continua a parlare anche oggi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *