
“Ca nun mancasse màje ’o sole” è il brano che più di altri restituisce il senso di questo lavoro
Le musiche di Enzo Avitabile accompagnano La Salita lungo tutto il suo percorso. “Ca nun mancasse màje ’o sole” è il brano che più di altri restituisce il senso di questo lavoro, ma la colonna sonora nel suo insieme segue la stessa direzione narrativa del film.
Il racconto procede per passaggi, pause, ritorni. La musica entra in questi spazi senza commentarli. Ne rispetta il ritmo, ne sostiene il peso. Il suono resta vicino alle immagini e ai personaggi, senza mai anticipare o spiegare ciò che accade.
La vita che emerge è fatta di alternanze. Presenza e assenza, pienezza e mancanza. In mezzo a questo movimento resta il desiderio che qualcosa tenga, che non venga meno. Il sole evocato nel titolo del brano diventa una figura di orientamento, una continuità possibile anche nei momenti più duri.
Nel testo di Avitabile ritorna l’immagine della casa. Una casa abitata dal tempo, attraversata da notti diverse, mai uguali. Non è un luogo ideale, ma uno spazio reale, segnato dalle esperienze. È la stessa dimensione in cui si muovono i personaggi del film, dentro una quotidianità complessa, fatta di tentativi e ripartenze.
“Non manca mai” non elimina la fatica. Indica che qualcosa resta anche quando tutto sembra fragile. A volte sono le relazioni, altre volte è la possibilità di stare da soli senza sentirsi persi. La canzone tiene insieme entrambe le condizioni, senza contrapporle.
Il lavoro musicale di Avitabile rafforza il tono del film proprio per questa misura. La Salita racconta un percorso privo di scorciatoie. Le musiche lo seguono senza sovrapporsi, mantenendo coerenza e continuità.
“Ca nun mancasse màje ’o sole” resta come traccia costante all’interno del film. Un augurio che attraversa la storia senza diventare consolazione facile. Anche nei momenti più duri, esiste una direzione possibile.