
Napoli, 1983. Eduardo De Filippo manda gli attori della sua compagnia nel carcere minorile di Nisida. Uno di loro si chiama Carlo Croccolo. Nel film di Massimiliano Gallo, quel personaggio ha il volto di Maurizio Casagrande.
Eduardo De Filippo manda gli attori della sua compagnia nel carcere di Nisida
Eduardo è senatore a vita da poche settimane. Sale in aula a Palazzo Madama e sorprende tutti: non parla di politica, parla dei ragazzi rinchiusi nel carcere minorile di Napoli. Li chiama figli. Poi va a Nisida, ridisegna il teatro di suo pugno, costruisce una scuola di recitazione e una di scenotecnica. E manda i suoi.
Carlo Croccolo è uno di quelli. Nel 1983 è già una figura solidissima del cinema e del teatro italiano. Un uomo di palcoscenico vero, che il teatro ce l’ha nel sangue.
Ci va per insegnare, per mettere in pratica il sogno di Eduardo: lanciare un messaggio di speranza attraverso il teatro.
A volte, infatti, ciò di cui abbiamo bisogno è uscire dal nostro personaggio per viverne altri, per capire che non esiste solo il nostro punto di vista, le nostre emozioni. Entrare nella pelle di qualcun altro allena all’empatia, insegna a riconoscersi nell’altro, a vedere il mondo con occhi diversi.
Il teatro cambia la prospettiva, ti toglie dal posto fisso in cui sei rimasto fermo e ti mette al centro. Ti consente di vivere storie che non sono le tue, sentire emozioni che non conoscevi, e tornando a te stesso sei diverso. Il teatro è uno strumento terapeutico: guarisce, libera, trasforma. E per chi sta in carcere, salire su quel palco è libertà.
A dargli volto è Maurizio Casagrande, e la scelta non poteva essere più giusta. Casagrande è uno degli attori più completi del panorama napoletano, comico di razza con una carriera che attraversa teatro e cinema senza mai perdere autenticità. Sa stare in scena con quella leggerezza che solo chi conosce davvero il mestiere riesce ad avere. Il suo Croccolo è ironico, concreto, umano.
La Salita esce il 9 aprile al cinema.